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	<title>Wiki - Archivio per il cinema indipendente italiano - Contributi dell&amp;#039;utente [it]</title>
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	<subtitle>Contributi dell&amp;#039;utente</subtitle>
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		<id>https://wiki.archivioperilcinemaindipendenteitaliano.it/index.php?title=2006&amp;diff=353</id>
		<title>2006</title>
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		<updated>2025-04-01T13:33:27Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;37.160.166.28: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;== Enti promotori ==&lt;br /&gt;
[[File:2006 Locandina Bellaria Film Festival Anteprima Doc.jpg|miniatura|Locandina Bellaria Film Festival, Anteprima Doc, 2006]]Comune di Bellaria Igea Marina, Assessorato alla Cultura, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Direzione generale per il cinema, Regione Emilia Romagna, Provincia di Rimini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Direzione ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Direzione Artistica ===&lt;br /&gt;
Fabrizio Grosoli&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Assistente di direzione ===&lt;br /&gt;
Michela Mercuri&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Direzione organizzativa ===&lt;br /&gt;
Antonio Tolo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Segreteria, ricerca film e ospitalità ===&lt;br /&gt;
Nicoletta Casali, Cristina Gori, Giorgia Lazzari&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Traduzioni ===&lt;br /&gt;
Giorgia Lazzari&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Ufficio Stampa ===&lt;br /&gt;
Catia Donini, Barbara Perversi, Michela Mercuri&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Catalogo, immagine ===&lt;br /&gt;
Antonio Tolo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Immagine di copertina ===&lt;br /&gt;
Bruno Bozzetto&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Sigla ===&lt;br /&gt;
Alessio Fattori, Antonio Tolo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Proiezioni ===&lt;br /&gt;
Brenno Miselli, Angela Miselli, Marco Davolio&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== PRESENTAZIONE ==&lt;br /&gt;
Il Sindaco Gianni Scenna, L&#039;Assessore alla Cultura Antonio Bernardi&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;impegno da mantenere è grande, la nostra responsabilità ancora maggiore - ventiquattro anni per una rassegna come Anteprima segnalano, oltre che una caparbietà notevole per un festival di queste dimensioni, anche l&#039;arduo compito, la costanza, di mantenere le premesse per un continuo sguardo “oltre lo steccato”. Rinnovarsi noi per essere attrezzati e utili ad una causa che mai come oggi ha bisogno di luoghi dove coltivare un seme, un&#039;idea di cinema, utile al cinema stesso e ai diversi “attori” che lo abitano. Bellaria Igea Marina come luogo che da sempre apre le porte ai giovani filmaker è la premessa costante e da questo principio siamo partiti per rendere omogenei i contenuti della nostra rassegna. E il “doc” che segue ad Anteprima segnala il tema del cambiamento in atto, i documentari, pur nella continuità di una “Denominazione di Origine Controllata” che ci regala ad esempio, nella consueta Festa di compleanno, la presenza di Nanni Moretti con i trent&#039;anni di &amp;quot;Io sono un autarchico&amp;quot;. Il ricco programma, che vede da quest&#039;anno anche il ritorno di una pregevole sezione internazionale, è il frutto dell&#039;ottimo lavoro svolto dal nuovo direttore artistico Fabrizio Grosoli che ringraziamo e salutiamo assieme a tutto lo staff. Anteprimadoc, forte anche di una rinnovata attenzione dei vari enti (Regione Emilia Romagna e Provincia di Rimini) che lo sostengono, continua a dare il proprio contributo originale ad un settore, il cinema, esplorandone nuove e innovative contaminazioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== INTRODUZIONE ===&lt;br /&gt;
Di Fabrizio Grosoli&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ho accettato la direzione del Bellaria Film Festival con la consapevolezza di dover immaginare un festival “nuovo” - di aprire forse, un nuovo “ciclo” - e nello stesso tempo di non poterne tradire la Storia, l&#039;identità. “Anteprima” compie 24 anni. È un festival dunque più che maggiorenne, cosa che si può dire di ben poche manifestazioni cinematografiche nel nostro paese. Tutto il cinema indipendente italiano è stato a Bellaria. Dai cineasti diventati “mainstream” a quelli che hanno continuato a filmare restando in qualche modo fuori dalla professione a quelli che, semplicemente (o tragicamente) si sono perduti. Non c&#039;è regista, attore, critico, persona “del mestiere” da me contattata in questi mesi che non avesse un ricordo personale gradevole, un aneddoto solitamente affettuoso legato alla propria presenza a Bellaria. Per tutto questo è obbligo ringraziare tutti coloro che questo festival lo hanno voluto e continuano a volerlo, dai “politici” alle ragazze e ai ragazzi di un&#039;organizzazione più che militante. Il ringraziamento naturalmente va esteso a chi mi ha preceduto, a tutti i direttori delle passate edizioni. E consentitemi un tributo particolare al “più direttore” di tutti , Morando Morandini. Morando è stato anima e testa pensante di Anteprima fin dall&#039;inizio (era l&#039;anno secondo: codirezione Morandini-Volpi). Non sembri piaggeria se dico che lui è stato ed è - per chiunque abbia deciso di fare del cinema in qualsiasi modo la propria vita - uno dei pochi maestri veri, un maître à penser senza cattedre e senza fronzoli, un ricercatore instancabile e inesauribile capace di andare oltre ogni verità acquisita. Nessuna rivoluzione allora, nessuno stravolgimento dell&#039;identità bellariese in questa edizione numero 24. Alcune delle sezioni storiche del festival del resto rimangono inalterate. A cominciare dalla Festa di Compleanno, celebrazione di un film-chiave della storia del nostro cinema a 30 anni dalla sua realizzazione. E questa volta non si poteva non festeggiare Io sono un autarchico, avventurosa opera prima, emblema stesso del cinema indipendente autoprodotto, caso fortunatissimo e pionieristico (che apre idealmente e paradossalmente la strada all’epoca del video e poi del digitale) di piccolo film che sfida i propri limiti di “formato” (il Super8) per svecchiare il cinema “grande” delle sale. Al tempo stesso celebriamo dunque i 30 anni di cinema di Nanni Moretti, il nostro cineasta più importante, oggi, al termine di una stagione che ha visto il trionfo di un film comunque epocale come Il Caimano. Ma ne ricordiamo anche la sua attività più appartata, quella di documentarista, con le 2 non-fiction dirette da lui e con la serie dei Diari prodotta dalla Sacher. Altro appuntamento tradizionale è il concorso 150 Secondi a tema fisso. Questa volta il tema in questione è 9 aprile e i cortissimi ammessi sono realizzati con la tecnologia - che sta ormai per entrare nell&#039;uso corrente - fornita dai telefoni cellulari. Il resto del programma è impostato su una forte omogeneità di proposte. Anche in questo caso non si tratta di contraddire il passato, ma di evidenziare piuttosto una tendenza già emersa nelle ultime edizioni. Il Festival è da quest&#039;anno interamente dedicato al documentario. Purtroppo una tradizione negativa - un pregiudizio che si può far risalire all&#039;equivoco tutto di matrice televisiva e tutto italiano secondo cui questa forma d’espressione si associa unicamente alla pseudodivulgazone culturale o al reportage - rende necessaria una precisazione. Quando parliamo di documentario intendiamo riferirci al cinema del reale, a tutti i generi di racconto che non partono dalla costrizione preordinata di una scrittura della finzione, ma che nondimeno sono appunto narrazione, visione personale e creativa delle cose, pratica linguistica continuamente posta in questione e rinnovata. Perché allora il documentario ? Perché in tutto il mondo la fiction classica mostra segni di consunzione e gli autori più innovativi vedono sempre più spesso il segno della modernità nella contaminazione con i procedimenti del cinema “diretto”. Perché anche in Italia è ormai la più vera espressione di produzione indipendente e il più concreto terreno di sperimentazione “sul campo” proprio a partire dalla sua “povertà”, dalla cronica mancanza di committenza televisiva. Perché i cineasti che vi si cimentano, siano essi veterani della fiction o giovanissimi esordienti, di norma non sono mossi da un intento accademico, dalla volontà di creare meri esercizi di stile, ma al contrario da un&#039;esigenza interiore, da una forte motivazione sociale e personale insieme. Perché infine c&#039;è forse la necessità che tutto il mondo del documentario italiano possa ritrovare un proprio luogo d&#039;incontro in cui confrontarsi e scambiarsi esperienze e Bellaria ha l&#039;ambizione di diventare questo luogo, questa “casa”. Il Festival allora si regala un suffisso e si trasforma quest&#039;anno in Bellaria Film Festival - AnteprimaDoc. Questo significa che i 2 Concorsi tradizionali sono dedicati a documentari di autori italiani: il primo, AnteprimaDoc appunto, riservato ad opere inedite di qualunque supporto, formato, durata, mentre il secondo, il Casa Rossa, si vuole attribuire l&#039;arduo compito di segnalare le prove migliori degli ultimi 12 mesi, concentrandosi soprattutto su film meritevoli di più ampia diffusione dopo fuggevoli passaggi televisivi o festivalieri, e affidandoli a una giovane giuria fatta da studenti di cinema. Per entrambe le selezioni mi sono avvalso della collaborazione di alcuni amici, Laura Buffoni, Luca Mosso, Cristina Piccino e Dario Zonta che ovviamente ringrazio per essersi assunti la responsabilità di scelte tanto impegnative (oltre 200 titoli visionati solo per AnteprimaDoc) quanto inevitabilmente tendenziose. E forse l&#039;obiettivo di più ampio respiro che ci si propone è quello di iniziare un lavoro di “scavo” per riportare alla luce la stagione gloriosa (eppure in gran parte coperta dall&#039;oblio) del documentario italiano, quella che a mio avviso va dal dopoguerra alla fine degli anni ‘70. Nella speranza di avviare un progetto pluriennale, in questa edizione di apertura si è scelta per ora sommessamente la strada degli omaggi (nell&#039;attesa di spazi che permettano la proposta di personali complete) ad autori come Antonello Branca (prematuramente scomparso, è stato uno degli interpreti più brillanti e coraggiosi del documentarismo d&#039;inchiesta negli anni ‘60-&#039;70), Giuseppe Ferrara (con i suoi “corti” sociali e di costume fatti per la Corona Film, il cui archivio è stato di recente acquisito dalla Cineteca di Bologna) e Alessandro Blasetti (quello dei lungometraggi “erotici”, Europa di notte e Io amo, tu ami). Ma c&#039;è în più un&#039;indicazione di tendenza, una sorta di filo rosso che attraversa questo Bellaria Film Festival 2006: tra le tante “anime” del documentario di oggi l&#039;attenzione va prioritariamente ai film dove il cineasta si mette in gioco in prima persona per raccontare una realtà certo personale e intima, ma anche di memoria familiare e inevitabilmente storica. Una tendenza che è emersa con forza negli ultimi anni a cui è dedicata interamente la sezione internazionale che abbiamo voluto chiamare appunto Diari &amp;amp; Film di famiglia (e dove questo tema è declinato con gli accenti più diversi e creativi anche da cineasti ampiamente noti come Kossakovskij e Egoyan), ma che percorre con un segno estremamente marcato ed emblematico tutte le sezioni del Festival e che si ritrova anche nei seminari o workshop voluti insieme alle organizzazioni di categoria come Doc/It e D.E.R. (Documentaristi dell&#039;Emilia-Romagna), all&#039;Associazione Home-Movies, e negli incontri con autori come Marco Paolini e Mimmo Calopresti. Un ultimo ringraziamento va a chi ha aiutato concretamente un festival come il nostro, perennemente minacciato da questioni di budget: la casa di produzione (h)films, che ci ha permesso di allestire un nuovo, indispensabile spazio per proiezioni e il Canale satellitare Cult del gruppo Fox. Un rapporto, questo di collaborazione particolarmente feconda. Cult è, crediamo, il solo canale TV la cui programmazione è ampiamente dedicata al documentario creativo, al cinema del reale, insomma. Alcuni dei film internazionali presentati in anteprima a Bellaria saranno diffusi su questa rete così come reciprocamente i responsabili di Cult s&#039;impegnano ad acquisire almeno uno dei titoli di AnteprimaDoc. Pur nell’ovvio rispetto dell&#039;indipendenza di scelte tra un festival e un canale televisivo si tratta a nostro avviso di un passo concreto per tentare un avvicinamento tra proposte artistiche di una manifestazione tradizionalmente priva di intenti commerciali e opportunità di mercato. E questo ha un significato particolare, riteniamo, in un settore come quello del documentario italiano dove la sinergia, normale altrove, tra produttori indipendenti e committenza televisiva costituisce ancora una delle principali questioni non risolte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== ANTEPRIMADOC ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [[L&#039;amore che fugge]] (2006) di Maria Martinelli&lt;br /&gt;
* [[Casa Plastica]] (2006) di Chiara Brambilla, Paola Tursi e Nicola Lombardelli&lt;br /&gt;
* [[Chiamami Mara]] (2005) di Bruno Bigoni e Lara Gastaldi&lt;br /&gt;
* [[L&#039;estate di una fontanella]] (2006) di Martina Parenti&lt;br /&gt;
* [[Furriadroxus]] (2005) di Michele Mossa e Michele Trentini&lt;br /&gt;
* [[L&#039;Isle]] (2005) di Chiara Malta&lt;br /&gt;
* [[Mae Baratinha, una storia di Candomblé]] (2005) di Mario Balsamo&lt;br /&gt;
* [[Matti alla ricerca di un altro destino]] (2006) di Filippo Lilloni&lt;br /&gt;
* [[Un metro sotto i pesci]] (2006) di Michele Mellara e Alessandro Rossi&lt;br /&gt;
* [[Nerik]] (2006) di Antonella Grieco e Pasquale Di Meglio&lt;br /&gt;
* [[Periferia Italia]] (2006) di Francesco Nicchiarelli&lt;br /&gt;
* [[La rivoluzione non è una cosa seria]] (2006) di Marilena Moretti&lt;br /&gt;
* [[Souvenir Srebrenica]] (2006) di Luca Rosini&lt;br /&gt;
* [[Uno straordinario evento]] (2006) di Theo Eshetu&lt;br /&gt;
* [[They call me Muslim]] (2005) di Diana Ferrero&lt;br /&gt;
* [[Una volta nella vita. Torino 2006]] (2006) di Lucio Pellegrini&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== I Giurati ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Edoardo Albinati è nato nel 1956 a Roma. Ha pubblicato vari libri di narrativa e di poesia, tra cui &amp;quot;il polacco lavatore di vetri”, “La comunione dei beni”, “Orti di guerra”, “19”, “Sintassi italiana”, &amp;quot;svenimenti”, con cui ha vinto il premio Viareggio 2004. Da oltre dieci anni insegna presso il penitenziario di Rebibbia a Roma, esperienza che ha narrato nel diario “Maggio selvaggio” (Oscar Mondadori 2001). Ha inoltre partecipato a missioni in Afghanistan e in Ciad per conto dell&#039;UNHCR, l&#039;Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, scrivendo reportages per “Il Corriere della Sera” e “La Repubblica&amp;quot;. Il resoconto della missione a Kabul è raccolto nel libro “Il ritorno” (Oscar Mondadori 2002). Il suo libro più recente è il romanzo “Tuttalpiù muoio” (Fandango 2006) scritto con Filippo Timi. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Francesca d&#039;Aloja, è nata e vive a Roma. Attrice teatrale e cinematografica, ha girato 21 film tra i quali Hamam il bagno turco di Ferzan Ozpetek, La Scorta di Ricky Tognazzi, La Cena di Ettore Scola, L&#039;Ultimo Capodanno di Marco Risi, Tre Mogli di Marco Risi, Scarlet Diva di Asia Argento, L&#039;Odore della notte di Claudio Caligari. Ha appena finito di girare All&#039;Amore Assente di Andrea Adriatico. Regista e sceneggiatrice ha realizzato 4 documentari, il primo dei quali, Piccoli Ergastoli, interamente girato all&#039;interno del carcere di Rebibbia con la collaborazione dei detenuti. Dopo quell&#039;esperienza ha lavorato per due anni in carcere come volontaria. Scrittrice, nel 2004 ha cominciato a scrivere il suo primo romanzo, “Il sogno cattivo”, appena pubblicato da Mondadori dal quale verrà tratto un film per la sua regia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Davide Ferrario ha cominciato a occuparsi di cinema da critico e distributore per la Cooperativa ‘80. Nel 1985 ha scritto la sceneggiatura di 45° parallelo di Attilio Concari. Ha esordito alla regia nell&#039;89 con La fine della notte seguito da Anime fiammeggianti (1994), Tutti giù per terra (1997), Figli di Annibale (1998), Guardami (1999), Dopo mezzanotte (2004) e Se devo essere sincera (2004) con Luciana Littizzetto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Angelica Grizi è stata Channel Editor di RaiSatArt, ha lavorato come autrice per la Rai, la7 e Buena Vista Productions. Oggi lavora come Channel Editor a Cult, canale satellitare tematico di Fox International&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Italo Moscati, scrittore, regista e sceneggiatore. Nato a Milano, ha vissuto a lungo a Bologna; abita e lavora a Roma. Ha collaborato con Liliana Cavani, Luigi Comencini, Giuliano Montaldo, Silvano Agosti. Ha svolto e svolge attività di critico teatrale e cinematografico per numerosi giornali e riviste, oltre che per RaiSat CinemaWorld e Hollywood Party. E stato capo dei Servizi sperimentali della Rai-Tv producendo i primi film di Gianni Amelio, Maurizio Ponzi, Peter Del Monte e altri, lavori di Jean Luc Godard, Glauber Rocha e Marco Ferreri; è stato vicedirettore di RaiEducational. Autore di numerosi programmi televisivi di successo, ha scritto numerosi libri, tra cui il recentissimo “Pasolini Passione”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Edizione]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:2006]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>37.160.166.28</name></author>
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