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2000: differenze tra le versioni

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[[File:2000 Anteprima anno zero Bellaria Film Festival.jpg|miniatura|Locandina Anteprima Anno Zero, 2000]]
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== Enti Promotori ==
* Comune di Bellaria Igea Marina Assessorato alla Cultura Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Dipartimento dello Spettacolo, Regione Emilia Romagna, Provincia di Rimini
* Sindaco: Gianni Scenna
* Assessore alla Cultura: Ugo Baldassarri
* Dirigente Settore Cultura: Stefano Coppini
== Curatori ==
* '''Direzione''' '''artistica''': Enrico Ghezzi
* '''Coordinamento''': Marzia Milanesi
* '''Selezione''' '''e programmazione''': Francesco Di Pace, Stefano Francia, Enrico Ghezzi
* '''b(e)moviegarage''' è a cura di: Alessandro Riccini Ricci, Gloria De Angelis, Antonio Venti
* '''Lumière''' è a cura di: Ciro Giorgini
* '''Direzione''' '''organizzativa''': Antonio Tolo
* '''Allestimenti''', '''redazione''' '''catalogo''': Andrea Menghi
* '''Segreteria''', '''ricerca''' '''film''': Annamaria Gradara
* '''Ospitalità''': Michela Mercuri
* '''Ufficio''' '''Stampa''': Marzia Milanesi, responsabile; Barbara Sassano, assistente; Catia Donini, locale; Paolo Pagliarani, locale
* '''Quotidiano''' '''web''' '''di (anteprimaannozero)''': Catia Donini, Paolo Pagliarani
* '''Proiezioni''': Brenno Miselli, Angela Miselli, Mario Ferretti
* '''Proiezioni video''': Marco Tomasin
* '''Sottotitoli''' virtuali a cura di Zero in Condotta (PG)
== Presentazione ==
di '''Gianni Scenna''' (Sindaco) e '''Ugo Baldassarri''' (Assessore alla cultura)
Se Bellaria Igea Marina fosse stata in cerca di una rotta pacifica per la 18° edizione del proprio festival non avrebbe chiamato Enrico Ghezzi a dirigerla. Abbiamo però pensato che raggiungere la maggiore età attraversando il portale dell'anno zero zero chiedesse avventura e provocazione: in questo, la sintonia con Ghezzi è stata praticamente perfetta. Dove va questo festival? Verso Internet e il cinema sintetico, verso una rete che sovverte o annulla la possibilità di pensarlo come alto e basso, come vecchio e nuovo, verso un azzeramento salutare, verso prodigiosi recuperi. In altre parole, non sappiamo dove va perché l'esplosione della tecnologia inventa nuovi soggetti e disegna rotte infinite in tempo reale. Anteprima Anno Zero (con un passato che  però prova della sua vocazione sismografica) ne dà ora testimonianza precisa ed è felice di farlo.
== Il fantatasma della libertà ==
di '''Enrico Ghezzi'''
Troppi anni fa, introducevo un'edizione di questo festival - da sempre dedicato al ‘cinema indipendente’- chiosando: ‘indipendente.. dalla propria volontà’. Non era un paradosso, ma insieme una constatazione e un auspicio. Oggi, provando a rigiocare il gioco riscrivendone giocando le regole, mi vien da dire: il cinema indipendente dal cinema. Anteprima Anno Zero, infatti. Il fantasma di Rossellini proprio come indipendenza quasi sprezzante dal cinema. E il fantasma di Kubrick ci ha consegnato nella finesecolo del finemillennio esattamente la (s)fine del cinema: eyes wide shut, gli occhi spalancati sbarrati da/in un'immagine che non possediamo. L'incarnazione del cineasta autore che fa “il cinema che vuole e come lo vuole’ si muta nella straordinaria meravigliosa incertezza quasi dilettantesca e certo ‘incompiuta’ dell’ultimo film. Il cinema d'autore, e insieme il cinema più ‘indipendente’ estremo di frangia, patisce intensamente la situazione azzerata dell'orizzonte digitalsintetico, la sente e la risente. Anteprima Anno Zero (che forse non avrà bisogno di diventare Anteprima Anno (Duemila)Uno) costeggia questa crisi, questa apertura, questo sentire. Lo fa intanto per sprazzi e sortite. Restando ancora molto vicino (per provenienza e destino) a quella parte di cinema chiamata (ancora) cinema. Ma buttandosi in pieno nella tensione (o procedendo in punta di piedi sulla corda tesa) tra il fortissimo procedere verso una smaterializzazione dissoluzione sparizione dell'immagine (e, ancor più, della ‘macchina-cinema'’: appunto nell'orizzonte sinteticodigitale e nella distribuzione/condensazione in rete..) e il non meno forte dibattersi e rinsorgere del corpo all'interno dell'immagine (anche e soprattutto quelle più formate e d'autore). Se ancora ci sono i tentativi, le passioni nascenti, gli ‘anni zero’ dei giovani o irriducibili cineasti (come nel concorso e in altre sezioni), è proprio alla sparizione/trasformazione di questo stesso cinema in uno spettro più ampio e disperso che si dedica un più paradossale spazio. Così lo ‘sprofondare’ del cinema e degli stessi film nell'e-movie, nel ‘cinema in rete’ istantaneamente (..?..) diffuso e fruibile fatto/visto/sentito, visto mentre si fa e (dis)fatto mentre (non) si vede. O, al contrario, le tracce del corpo ‘hard’. E nei film ‘ritrovati’ (le due ‘anteprime trent'anni dopo dei film di Scavolini) si affaccia curiosamente lo stesso senso di sparizione e insieme di ‘tortura’ del corpo del cinema: due film ‘scomparsi’, mai ufficialmente distribuiti in quanto bloccati dalla censura in modo totale (come stava per accadere, per l'ultima volta, con Totò Che Visse Due Volte di Daniele Ciprì e Franco Maresco, che non per caso salutiamo in giuria).  Come ‘ritrovato’ è anche il ‘cinema’ che vediamo tutti i giorni e che ci fa credere di ‘conoscere’ il mondo mentre neanche lo riconosciamo come cinema: le immagini del tallonamento ventennale dell'Etna da parte di un grande ‘teleoperatore’ che ‘tocca’ gli elementi proprio nel momento in cui il cinema digitalvirtuale simulfinge (‘sintetizza’) la trasparenza stessa degli elementi.
(Inter(r)uzione - aggiornamenti e disfacimenti dell'ultimo
istante: premio Casa Rossa per il miglior
film indipendente dell'anno. Verrà assegnato entro
l'anno da una giuria ristretta che lo sceglierà
tra i titoli di una ‘cinquina’ proposta dalla direzione
artistica.
Lo spazio, la dimensione, lo spazio senza dimensioni
de La Fiera delle Vanità: nei limiti del
(l'im)possibile, ci piacerebbe appunto lasciar campo
fino all'ultimo respiro al desiderio, alla vanità
stessa degli autori.. anche una cosa girata il giorno
prima o il giorno stesso a Bellaria potrebbe
essere mostrata.. Scompaginare in diretta il festival
ancor prima che si impagini davvero. Et verba et
scripta volant, e le immagini volino, senza mai
precipitare già troppo precipitate in sé nella loro
chimica..)
Tutte le questioni, nell'azzeramento, si
ripropongono, sfinite e insieme ‘per la prima volta'.
Di fronte all'immensa ‘pagina bianca' aperta
dai milioni di telecamerine digitali che avverano/
inverano di colpo dopo più di cinquantanni la profezia
della ‘camèra-stylo’, si avverte per la prima
volta la paura di questo smisurato invisibile ‘fantasma
di libertà‘. In teoria, un quindicenne
sgrammaticato o un appassionato pensionato
hanno la possibilità di essere visti dallo stesso pubblico
(non solo in rete, ma anche nei cinema, nei
festival: è questa l'unica lezione affascinante -
sovversivosituazionistica- del peraltro brutto bruttissimo
‘film truffa' The Blair Witch Project) di un
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Versione delle 18:39, 18 mar 2025

Locandina Anteprima Anno Zero, 2000

Enti Promotori

  • Comune di Bellaria Igea Marina Assessorato alla Cultura Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Dipartimento dello Spettacolo, Regione Emilia Romagna, Provincia di Rimini
  • Sindaco: Gianni Scenna
  • Assessore alla Cultura: Ugo Baldassarri
  • Dirigente Settore Cultura: Stefano Coppini

Curatori

  • Direzione artistica: Enrico Ghezzi
  • Coordinamento: Marzia Milanesi
  • Selezione e programmazione: Francesco Di Pace, Stefano Francia, Enrico Ghezzi
  • b(e)moviegarage è a cura di: Alessandro Riccini Ricci, Gloria De Angelis, Antonio Venti
  • Lumière è a cura di: Ciro Giorgini
  • Direzione organizzativa: Antonio Tolo
  • Allestimenti, redazione catalogo: Andrea Menghi
  • Segreteria, ricerca film: Annamaria Gradara
  • Ospitalità: Michela Mercuri
  • Ufficio Stampa: Marzia Milanesi, responsabile; Barbara Sassano, assistente; Catia Donini, locale; Paolo Pagliarani, locale
  • Quotidiano web di (anteprimaannozero): Catia Donini, Paolo Pagliarani
  • Proiezioni: Brenno Miselli, Angela Miselli, Mario Ferretti
  • Proiezioni video: Marco Tomasin
  • Sottotitoli virtuali a cura di Zero in Condotta (PG)

Presentazione

di Gianni Scenna (Sindaco) e Ugo Baldassarri (Assessore alla cultura)

Se Bellaria Igea Marina fosse stata in cerca di una rotta pacifica per la 18° edizione del proprio festival non avrebbe chiamato Enrico Ghezzi a dirigerla. Abbiamo però pensato che raggiungere la maggiore età attraversando il portale dell'anno zero zero chiedesse avventura e provocazione: in questo, la sintonia con Ghezzi è stata praticamente perfetta. Dove va questo festival? Verso Internet e il cinema sintetico, verso una rete che sovverte o annulla la possibilità di pensarlo come alto e basso, come vecchio e nuovo, verso un azzeramento salutare, verso prodigiosi recuperi. In altre parole, non sappiamo dove va perché l'esplosione della tecnologia inventa nuovi soggetti e disegna rotte infinite in tempo reale. Anteprima Anno Zero (con un passato che però prova della sua vocazione sismografica) ne dà ora testimonianza precisa ed è felice di farlo.

Il fantatasma della libertà

di Enrico Ghezzi

Troppi anni fa, introducevo un'edizione di questo festival - da sempre dedicato al ‘cinema indipendente’- chiosando: ‘indipendente.. dalla propria volontà’. Non era un paradosso, ma insieme una constatazione e un auspicio. Oggi, provando a rigiocare il gioco riscrivendone giocando le regole, mi vien da dire: il cinema indipendente dal cinema. Anteprima Anno Zero, infatti. Il fantasma di Rossellini proprio come indipendenza quasi sprezzante dal cinema. E il fantasma di Kubrick ci ha consegnato nella finesecolo del finemillennio esattamente la (s)fine del cinema: eyes wide shut, gli occhi spalancati sbarrati da/in un'immagine che non possediamo. L'incarnazione del cineasta autore che fa “il cinema che vuole e come lo vuole’ si muta nella straordinaria meravigliosa incertezza quasi dilettantesca e certo ‘incompiuta’ dell’ultimo film. Il cinema d'autore, e insieme il cinema più ‘indipendente’ estremo di frangia, patisce intensamente la situazione azzerata dell'orizzonte digitalsintetico, la sente e la risente. Anteprima Anno Zero (che forse non avrà bisogno di diventare Anteprima Anno (Duemila)Uno) costeggia questa crisi, questa apertura, questo sentire. Lo fa intanto per sprazzi e sortite. Restando ancora molto vicino (per provenienza e destino) a quella parte di cinema chiamata (ancora) cinema. Ma buttandosi in pieno nella tensione (o procedendo in punta di piedi sulla corda tesa) tra il fortissimo procedere verso una smaterializzazione dissoluzione sparizione dell'immagine (e, ancor più, della ‘macchina-cinema'’: appunto nell'orizzonte sinteticodigitale e nella distribuzione/condensazione in rete..) e il non meno forte dibattersi e rinsorgere del corpo all'interno dell'immagine (anche e soprattutto quelle più formate e d'autore). Se ancora ci sono i tentativi, le passioni nascenti, gli ‘anni zero’ dei giovani o irriducibili cineasti (come nel concorso e in altre sezioni), è proprio alla sparizione/trasformazione di questo stesso cinema in uno spettro più ampio e disperso che si dedica un più paradossale spazio. Così lo ‘sprofondare’ del cinema e degli stessi film nell'e-movie, nel ‘cinema in rete’ istantaneamente (..?..) diffuso e fruibile fatto/visto/sentito, visto mentre si fa e (dis)fatto mentre (non) si vede. O, al contrario, le tracce del corpo ‘hard’. E nei film ‘ritrovati’ (le due ‘anteprime trent'anni dopo dei film di Scavolini) si affaccia curiosamente lo stesso senso di sparizione e insieme di ‘tortura’ del corpo del cinema: due film ‘scomparsi’, mai ufficialmente distribuiti in quanto bloccati dalla censura in modo totale (come stava per accadere, per l'ultima volta, con Totò Che Visse Due Volte di Daniele Ciprì e Franco Maresco, che non per caso salutiamo in giuria). Come ‘ritrovato’ è anche il ‘cinema’ che vediamo tutti i giorni e che ci fa credere di ‘conoscere’ il mondo mentre neanche lo riconosciamo come cinema: le immagini del tallonamento ventennale dell'Etna da parte di un grande ‘teleoperatore’ che ‘tocca’ gli elementi proprio nel momento in cui il cinema digitalvirtuale simulfinge (‘sintetizza’) la trasparenza stessa degli elementi.

(Inter(r)uzione - aggiornamenti e disfacimenti dell'ultimo

istante: premio Casa Rossa per il miglior

film indipendente dell'anno. Verrà assegnato entro

l'anno da una giuria ristretta che lo sceglierà

tra i titoli di una ‘cinquina’ proposta dalla direzione

artistica.

Lo spazio, la dimensione, lo spazio senza dimensioni

de La Fiera delle Vanità: nei limiti del

(l'im)possibile, ci piacerebbe appunto lasciar campo

fino all'ultimo respiro al desiderio, alla vanità

stessa degli autori.. anche una cosa girata il giorno

prima o il giorno stesso a Bellaria potrebbe

essere mostrata.. Scompaginare in diretta il festival

ancor prima che si impagini davvero. Et verba et

scripta volant, e le immagini volino, senza mai

precipitare già troppo precipitate in sé nella loro

chimica..)

Tutte le questioni, nell'azzeramento, si

ripropongono, sfinite e insieme ‘per la prima volta'.

Di fronte all'immensa ‘pagina bianca' aperta

dai milioni di telecamerine digitali che avverano/

inverano di colpo dopo più di cinquantanni la profezia

della ‘camèra-stylo’, si avverte per la prima

volta la paura di questo smisurato invisibile ‘fantasma

di libertà‘. In teoria, un quindicenne

sgrammaticato o un appassionato pensionato

hanno la possibilità di essere visti dallo stesso pubblico

(non solo in rete, ma anche nei cinema, nei

festival: è questa l'unica lezione affascinante -

sovversivosituazionistica- del peraltro brutto bruttissimo

‘film truffa' The Blair Witch Project) di un